Bacillus subtilis è sicuro?
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Bacillus subtilis è sicuro? La specie batterica è ampiamente studiata scientificamente e ceppi selezionati sono utilizzati da tempo nella ricerca, nella produzione alimentare e nella biotecnologia. È essenziale che il ceppo utilizzato sia identificato in modo univoco e valutato con attenzione per l’uso previsto.
La risposta breve
Bacillus subtilis è tra le specie batteriche più intensamente studiate. Molti dei suoi ceppi sono oggetto di ricerca scientifica da decenni e vengono selezionati specificamente per applicazioni diverse.
Per una valutazione affidabile, tuttavia, non si considera soltanto il nome della specie batterica. È importante il ceppo effettivamente utilizzato, con le sue caratteristiche documentate, la sua identità univoca e l’impiego previsto.
Perché è importante la denominazione del ceppo?
Una specie batterica può comprendere numerosi ceppi differenti. Pur appartenendo alla stessa specie, possono differire in singoli tratti genetici e biologici.
È paragonabile a diverse varietà di una stessa specie vegetale: condividono molte caratteristiche, ma non sono completamente identiche. Per questo i ceppi batterici documentati scientificamente recano una denominazione aggiuntiva come DSM, ATCC o NCIMB, accompagnata da un numero individuale.
L’indicazione del numero completo del ceppo è un elemento di tracciabilità. Consente di collegare documentazione scientifica, origine e dati depositati a un microrganismo designato in modo univoco.
Che cosa significa il numero DSM?
Un numero DSM indica un ceppo depositato presso la Collezione tedesca di microrganismi e colture cellulari. Serve come identificativo scientifico univoco.
In questo modo un determinato ceppo può essere distinto chiaramente da altri rappresentanti della stessa specie batterica. Il nome Bacillus subtilis indica quindi la specie, mentre il numero successivo identifica il ceppo specifico.
Come viene valutato un ceppo?
Nella valutazione scientifica e regolatoria di un microrganismo vengono considerate diverse caratteristiche. Tra queste vi sono innanzitutto l’identità univoca e la corretta classificazione tassonomica.
Vengono inoltre esaminate caratteristiche rilevanti per l’impiego previsto. Possono rientrare in questa valutazione analisi genetiche, controlli per caratteristiche indesiderate e la valutazione di eventuali resistenze antibiotiche acquisite.
Lo scopo di questi controlli non è creare incertezza, ma far parte di un moderno sistema di qualità che consente di distinguere tra loro ceppi selezionati e chiaramente documentati.
Che cosa significa lo status QPS dell’EFSA?
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare utilizza il cosiddetto concetto QPS. L’acronimo significa «Qualified Presumption of Safety», ossia «presunzione qualificata di sicurezza».
Bacillus subtilis appartiene alle specie batteriche che, in linea di principio, possono rientrare in questo processo di valutazione. L’EFSA si basa sull’ampio livello di conoscenze scientifiche relativo alla specie.
Viene inoltre verificato se il ceppo effettivamente impiegato sia identificato in modo univoco e soddisfi i requisiti stabiliti per i ceppi di Bacillus. Il concetto QPS combina quindi l’ampio livello di conoscenza sulla specie con una valutazione mirata del singolo ceppo.
Perché la sola denominazione Bacillus subtilis non è sufficiente?
Su un prodotto dovrebbe essere possibile riconoscere, per quanto possibile, quale ceppo è contenuto. La sola indicazione Bacillus subtilis descrive la specie batterica, ma non consente ancora un’attribuzione univoca a un ceppo scientificamente documentato.
Una denominazione completa del ceppo crea trasparenza. Indica che non si tratta di un qualunque rappresentante della specie, ma di un microrganismo precisamente definito e con identità tracciabile.
Quale ruolo ha la produzione?
Oltre alla selezione del ceppo, è importante anche una produzione controllata. Ciò comprende condizioni produttive adeguate, controlli di qualità regolari e verifiche di purezza e composizione.
La sicurezza e la qualità di una preparazione microbica si basano quindi su più livelli: un ceppo designato in modo univoco, la relativa documentazione scientifica e una produzione attentamente controllata.
A quali elementi possono orientarsi i consumatori?
Una denominazione del ceppo chiaramente indicata è un primo importante punto di riferimento. Anche informazioni su origine, produzione e gestione della qualità aiutano a valutare un prodotto in modo obiettivo.
Non c’è motivo di lasciarsi disorientare dalla varietà dei diversi ceppi. Proprio la distinzione precisa consente di lavorare in modo mirato con microrganismi documentati e accuratamente selezionati.
In sintesi
Bacillus subtilis è una specie batterica ampiamente studiata. Per alimenti e altre applicazioni mirate vengono selezionati ceppi chiaramente definiti, identificati in modo univoco e valutati in relazione alle caratteristiche pertinenti. Una denominazione completa del ceppo crea trasparenza e rende tracciabile quale microrganismo venga effettivamente utilizzato.